Come contestare una fattura Tim, Vodafone, Fastweb, Bt, Wind con importi non pattuiti

Dopo aver parlato qualche giorno fa degli aumenti che TIM sta introducendo a tutti i suoi clienti business affrontiamo un altro tema molto ostico e fastidioso: come contestare una fattura con importi non pattuiti!

Se mi dedichi qualche minuto del tuo tempo ti spiegherò passo passo come identificare le somme non dovute e procedere alla contestazione.

Non è una novità trovarsi delle sorpresine in fattura relative a consumi extrasoglia non pattuiti. La vera questione spinosa è come comportarsi: in linea di massima il call center non farà altro che rimbalzarti senza darti una vera e propria soluzione.

Mettiti bello comodo, leggi attentamente i prossimi paragrafi e segui passo passo la procedura. Metti dunque in pratica le “dritte” che sto per darti e ti assicuro che avrai modo di contestare una fattura Tim, Vodafone, Fastweb, Bt, Wind .

Se non riceverai una risposta entro 45 giorni, avrai tutte le carte in regola per far valere le tue ragioni presso il Corecom che è l’ente preposto a risolvere le controversia fra operatori telefonici ed utenti. Hai solo 6 mesi di tempo per contestare una fattura dopodiché considera pure i tuoi soldi persi. Buona lettura!

Ecco i 5 punti che devi seguire alla lettera per contestare una fattura con importi non dovuti:

  1. Verificare che gli importi siano effettivamente non dovuti;
  2. Preparare una lettera di reclamo attraverso il fac simile che ti metterò a disposizione;
  3. Inoltrarlo via pec;
  4. Controllare che venga gestito entro 45 giorni;
  5. Se il reclamo rimane inascoltato rivolgersi ad un associazione dei consumatori che vi rappresenti in Corecom.

Verificare che gli importi siano effettivamente NON dovuti

Verificare che gli importi siano effettivamente NON dovuti

La prima cosa da verificare prima di vedere come contestare una fattura con importi non pattuiti è verificare se effettivamente l’addebito NON è dovuto.

Le normative prevedono che gli addebiti extrasoglia sono illegittimi quando l’operatore:

  1. NON ti ha informato che stai esaurendo il tuo pacchetto, ancora prima che le soglie terminino (di solito con un sms);
  2. NON interrompe i servizi, temporaneamente, per farci rendere conto che le soglie si sono esaurite ;
  3. NON ti informa che quel determinato servizio è esaurito e che d’ora in poi il consumo sarà a pagamento;
  4. NON ti informa sui costi del servizio a pagamento (tipicamente l’operatore utilizza diciture tipo “proseguirà a chiamare e navigare secondo i costi del suo piano base” che altro non è che il piano a consumo).

In altre parole: se il gestore NON ti informa che stai finendo le soglie, sta compiendo una pratica illegittima e quindi potrai chiedere un rimborso se hai già effettuato il pagamento.

Preparare una lettera di reclamo

Preparare una lettera di reclamo 

Durante la routine quotidiana se hai un problema con un fornitore tendenzialmente la prima cosa che fai è chiamarlo!

Con i gestori telefonici NON funziona così. I call center contano meno di zero: tanta attesa e nessuna soluzione.

Per comunicare con gli operatori le strade, in ordine di importanza, sono 3:

  1. Pec/raccomandata;
  2. Fax;
  3. Servizio clienti sui social network (Facebook e Twitter).

Voglio sottolinearti di nuovo un concetto molto importante quando si parla di comunicazione con gli operatori telefonici per contestare una fattura con importi non pattuiti:

NO RECLAMO SCRITTO, NO RIMBORSO!

Tutte le telefonate che fai al call center non hanno alcun valore sia dal punto di vista pratico, sia in un ipotetico ricorso in Corecom.

Non voglio spaventarti: grazie al fac simile che ti metto a disposizione è estramente facile inviare un reclamo.

Ecco la procedura:

  1. Scarica il fac simile premendo sul link qui accanto Modulo di reclamo per contestazione fattura
  2. Compila il modulo con i tuoi dati
  3. Spiega chiaramente per quale motivo contesti l’importo;
  4. invia il reclamo via pec allegando il documento di identità e le fatture.

Una volta terminato ricordati di cambiare l’intestazione dell’operatore e la pec di riferimento (le ho elencate tutte all’inzio del documento che hai scaricato).

MI RACCOMANDO: allega il documento di identità.

Sono passati 45 giorni e ancora nulla: cosa faccio?

SONO PASSATI 45 GIORNI E ANCORA NULLA COSA FACCIO

A questo punto hai tutte le carte in regola per poter avanzare le tue richieste direttamente al Corecom di competenza.

Per i neofiti il Corecom è l’ente preposto a risolvere i contenziosi fra utenti e operatori telefonici.

Ora hai 2 strade:

  1. La prima consiste nell’arrangiarti e presentare la tua domanda autonomamente (compilare il “formulario”, aspettare la data, andare all’udienza,ecc);
  2. Oppure affidarti ad un’associazione dei consumatori che si prenda in carico la pratica al posto tuo con costi veramente irrisori su gli eventuali rimborsi che otterrai a seguito del loro intervento.

A tal proposito voglio segnalarti un’Associazione molto preparata in temi di conteziosi telefonici: https://www.unionedeiconsumatori.it/.

 

Se stai valutando seriamente di cambiare gestore telefonico, non sei soddisfatto della tua connessione dati o ancora non sei seguito da nessuno … Allora ti consiglio vivamente di contattarmi per capire insieme qual’è la soluzione vincente per la tua telefonia aziendale.

Compila ORA il modulo di contatto e ti risponderò in due ore al massimo!

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Se qualcosa non ti è chiaro lascia un commento, sarò felice di risponderti!

A presto!

 

Davide

 

 

 

 

 

One Response

  1. Eva Febbraio 11, 2019

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